Series II Band 4 · No. 206.
MICHEL ANGELO FARDELLA AN LEIBNIZ
Venedig, 29. Juli [1707]. [204.208.]
Venetia 29 Luglio Illmo Sigre Sigre Padron Colmo
Nell'Ordinario caduto trasmessi una lunghissima lettera a V. S. Illma prendendomi la libertà di palesarle con tutta confidenza il mio desiderio, con implorare le stimatime sue gratie e benefico patrocinio, sicuro che V. S. Illma che m'hà con tanta bontà senza mio merito alcuno beneficato e favorito in tante occasioni, voglia ora in una tanta congiuntura fare conoscere all'Italia tutta gli effetti della sua protetione e somma beneficenza verso di me, tanto piu che coll'ultime lettere di Roma viene scritto essere arrivata cola staffetta di Napoli coll'avviso che le Città della Sicilia non avessero voluto ricevere il Duca di Sesto, che n'era stato eletto Vicerè da Carlo d'Angiu, avendo gia il Regno acclamato Carlo Terzo, mandati Ambasciatori a Napoli per rendere omaggio d'obbedienza a Carlo Terzo. Il che anche se non fosse accaduto, certamente che succederà attesa la dispositione de Siciliani giurati Inimici de francesi, ed in necessita di dimorare uni«t»i con il Regno di Napoli, gia quasi ora tutto con una insolita felicità di Carlo Terzo che qui non si dubita sia finalmente per avere tutta la Monarchia di Spagna, il che poi sarebbe fuori d'ogni dubio, quando Dio favorisse la presente impresa del Duca di Savoia che forte di 50 000 bravi Combattenti sostenuto dalla poderosa e terribile flotta de gli Angliolandi, avendo gia penetrata la Provenza si crede gia ora sotto Tolone, che doveva essere attaccato alli 22 del corrente per mare e per terra. Sono percio le cose dell'una e l'altra Sicilia disposte a nostro favore in maniera, che V. S. Illma con guadagnarmi l'alta protettione della nuova Regina potrebbe restituire l'onore alla mia sventurata casa, e rendere consolata dopo tante disgratie la mia vecchiaia, con beneficare una sua Creatura, che le vive tanto obligata e le darebbe in tutte l'occasioni certissimi contrasegni dell'inalterabile sua gratitudine. L'amico da Vicenza m'hà scritto d'avere già raccolto una gran cesta di mori, che adesso si seccano per poi cavarne i semi, che m'avviserà della loro quantità, attendendone però d'altre parti, con speranza che non saremo lontani da quella quantità che si desidera. A Dio piacendo nella ventura settimana spero consegnare ben custoditi in una scatola questi semi al Sigre Zanovelli accio con tutta diligenza li le faccia quanto prima capitare. Hò attentamente lette le sue dottissime riflessioni di cui ella mi favorì nel suo foglio passato, che m'han dato un grandmo lume per regolare meglio le mie meditationi[,] qui però ora il caldo è cosi eccessivo che mi pare essere nell'Africa, e non sono capace di niuna applicatione, e divotamente riverendola mi rassegno
Di V. S. Illma Umilmo «Divmo» Sre vero M. A. Fardella
[Die Ausführungen auf Bl. 136b sind wohl ein Nachtrag zu unserem Brief.]
La carica di Giudice della Monarchia in Sicilia non è di sua natura perpetua, ma amovibile, non si suole però giamai torre, senza prima allocare il Soggetto che la possiede in qualche altro insigne e nobile nicchio. Presentemente il Prelato che hà esercitato questa Giudicatura per molti anni questa carica in Sicilia n'è stato gia rimosso, essendosi portato dalle Spagne in Palermo un altro Soggetto per esercitarla, ma non ne hà ancora preso il possesso, per non essere ancora vacato posto [proprio] da potervi collocare il primo: Ne uno ne l'altro poi credo che sia per conservarsi nella sudetta carica nel caso che la Sicilia all'esempio di Napoli si sottometta all'Austriaco Dominio, come ben presto accaderà, onde con il prevenire ogn'altro nuovo impegno si potrebbe facilmente colpire al segno[.]