Series II Band 4 · No. 201.

MICHEL ANGELO FARDELLA AN LEIBNIZ

Padua, 7. Juli 1707. [192.204.]

Italian

Padova 7 Luglio 1707 Illmo Sigre Sigre Padron Colmo

Non posso esprimere a V. S. Illma quanto eccessivo sia stato il contento che m'hà cagionato l'umanissimo foglio di V. S. Illma in data 16 del mese caduto, che mi pervenne solamente domenica passata, e ciò principalmente per essermi assicurato dell'ottimo suo stato e della continuatione del suo pretiosissimo amore, e stimatissimo patrocinio, essendo corso molto tempo senza ricevere sue lettere, il che sommamente m'affliggeva. Non posso poi renderle le dovute gratie come vorrei per le cotanto generose e pronte esibitioni con cui V. S. Illma m'invita a ricorrere all'autorevole e benefica sua protettione, ed aprirle il mio desiderio, ad oggetto che possa poi beneficarmi ed assistermi appresso la nuova Regina delle Spagne che impegnata una volta a mio favore con un solo cenno ed una sola parola al Monarca suo sposo potrebbe intieramente consolare e sollevare la mia Casa, e perche V. S. Illma coll'incomparabile sua bontà mi comanda che le scriva qualche particolarità intorno a quel che bramo nel caso che la Sicilia cada sotto il dominio Austriaco, come ben presto spero, io coll'Ordinario venturo l'obbedirò con il mandarle un'accurata e distinta informatione delle mie cose e pretentioni in Sicilia ne' termini sempre del convenevole e del possibile, e spero in Dio che V. S. Illma m'abbia con il suo amore e patrocinio a stabilire con decoro e quiete nella mia Patria, il che m'è grandemente necessario per impiegare meglio il mio tempo e potere terminare qualche mia operetta, che non mi lascia perfettionare l'impiego presente, rovinando affatto la mia poca salute nelle publiche lettioni che mi rendono quasi inabile ad ogn'altra rigorosa applicatione. Il nostro dottissimo Sigre Herman m'ha scritto da Basilea che è già pronto di porsi in viaggio per l'Italia ma che prima vorrebbe una lettera vocatoria de gli Eccellmi nostri Riformatori per licentiarsi con decoro dal suo Magistrato, ed avendone io scritto all'Illmo Sigre Agostino Gadaldini in Venetia, che è il segretario dell'Eccmo Magistrato mi rispose che gli Eccellentissimi Signori Riformatori gli avessero ordinato di mandarmi una copia della parte o sia decreto dell'Eccmo Senato, segnata per speciale gratia dal Cancelliere ducale, accio la trasmettessi al Sigre Herman, come gia si è fatto, dovendo questa servire per lettera invitatoria, secondo l'antico costume di questo Publico, dovendo poi il Sigre Herman ricevere al suo arrivo in Venetia la Ducale con il piombo o sia publico sigillo, nella maniera che è stata fin ora praticata con altri Celebri Uomini forastieri che sono stati condotti in questa Universita. Prego percio V. S. Illma sollecitare alla partenza il Sigre Herman, rendendolo capace di quanto l'hò scritto, che non vorrei si ritardasse per questo picciolo puntiglio con grandissimo pregiuditio mio e di V. S. Illma che l'hà proposto, e fatto colla sua parola impegnare questo Publico che l'hà gia condotta, e replicatamente ordinato che scriva al Sigre Herman, che si porti in Padova per apparecchiarsi al suo ingresso in questo Studio, ove è universalmente applaudito e desiderato, per la grandma stima che s'ha del suo gran sapere nelle discipline matematiche su l'evidenza delle dotte sue opere ed attestato di V. S. Illma che tiene oggi il primo luogo nella Republica de' letterati. In gratia dunque V. S. Illma con sue letteri s'accalori e solleciti alla partenza, non vedendo l'ora d'averlo meco e servirlo in mia casa che gli hò scritto essere tutta a sua dispositione, e troverà in me un amorevolissimo Amico che gli assisterà quanto se fosse me medesimo. Il Sigre Guglielmini la riverisce e m'hà detto, che farà tutte le diligenze per poterle mandare un'altra copia della replica al Sigre Papin e qui molto ci ralegriamo colle buone lettere per essere ora essa il Direttore della Societa Reale di Berlino che ci darà di nuovi e maggiori lumi per la coltura delle scienze, ed all'infretta riverendola mi resto

Di V. S. Illma Oblmo Divmo Sre M. A. Fardella

[Die Ausführungen auf Bl. 136a sind wohl ein Nachtrag zu unserem Brief.] Molti miei Amici che m'amano e vorrebbono vedere in qualche maniera riparata la mia casa han voluto ottenermi lettere degli Eccmi Sigri Querini ed altri Cavalieri appresso Cotesto Eccmo Sigre Marchese Querini che da me benche quasi conosciute superflue, essendo tutte le mie speranze unicamente riposte nell'autorevole protettione di V. S. Illma, ho nondimeno lasciate correre per mostrarne gradimento con lasciarmi indurre ancora a mostrare di desiderare e chiedere le gratie di cotesto Cavaliere, e tanto più volintieri vi sono concorso, quanto che sono stato assicurato che sia buon Amico di V. S. Illma che hà sempre favorito con estrema bonta noi altri Italiani. Gli Eruditimi Sigri Guglielmini e Ramazzini divotamente la riveriscono.