Series II Band 4 · No. 188.

MICHEL ANGELO FARDELLA AN LEIBNIZ

Padua, 7. April 1707. [169.191.]

Italian

Padova 7 Aprile 1707 Illmo Sigre Sigre Padron Colmo

Per Am Kopf der Seite von Leibniz' Hand: resp Am Kopf von Bl. 111 vo vermerkt Fardella: Starò vigilantissimo nell'esta ventura a Dio piacendo per mettere insieme due libre almeno di semi di Mori bianchi, che le saranno poi subito mandate. mezzo del Sigre Desprech trasmessi un mio foglio a V. S. Illma, ma non avendone fin ora ricevuta risposta veruna dubito si sia smarrito, percio torno colla presente nuovamente a riverirla, e ricordarle l'obligata e costantissima mia servitu, con darle insieme parte dell'ottima mia salute, gratie a Dio, e dell'incessante mia applicatione a terminare alcune mie meditationi che io chiamo Sistematiche, perche han per scopo ed oggetto principale l'architettura e più insigni rudimenti dell'uno e l'altro Universo Intelligibile e corporeo. Ammaestrato da quanto hò letto negli atti di Lipsia de suoi sottilissimi e sodissimi ritrovati, molto mi servo della natura dell'unità e dell'Infinito, come anche dell'energia e forza Hierzu bemerkt Leibniz, wohl mit inhaltlichem Bezug zu seinem nicht gefundenen Antwortbrief: Je ne donne point de force à la matiere, si non pour patir ou resister. Aussi la matiere n'est pas une substance. La matiere premiere n'est que passive, et la matiere seconde est un aggregatum de plusieurs substances. Selon moy toute substance est vivum, et toute substance creée, vivum corporeum. che io necessariamente concepisco nelle sostanze per rendere conto de piu riguardevoli fenomeni del nostro Mondo, e spiegare l'indole e facoltà delle cose spirituali, e mi sono di grandissimo aiuto le cose che V. S. Illma mi comunicò con tanta cortesia nel tempo che dimorò in Venetia, e secondo, che m'avanzerò nelle mie meditationi, l'anderò frequentemente avvisando del mio ordine, e de dubi e difficoltà che incontro nella spiegatione ed investigatione di molte cose, che ancora non concepisco con quella chiarezza che vorrei. Stò accuratamente leggendo il libro del Sigre Locke sopra la natura dell'Umana Mente, e desiderarei che V. S. Illma me ne scrivesse il suo sentimento e giuditio, e se le pare ben fondato il ragionamento con cui riggetta l'Idee Innate, e se queste veramente sono in noi. Io fin ora hò fatto tutto acciò sia posta in Senato la parte della condotta del Sigre Herman, ma non vi sono ancora riuscito, mentre che per i tempi infelici, in cui siamo fin ora stati, gli Eccmi S. S. Riformatori non [h]anno avuto ancora il coraggio di proporre all'Eccmo Senato cosa veruna che riguarda questo Studio, ed è ormai un anno che io sono fuori di ricondotta, e non hò potuto ottenere che si portasse in Senato la parte del mio accrescimento, restando ancora tutto impedito. Sono però stato assicurato dall'Eccmo mio Sigre Procu[ratore] Foscarini Riformatore, che la prima cosa che ben presto si farà sarà ottenere la conferma dell'Eccmo Senato per la parte e nomina gia fatta del Sigre Herman alla catedra Matematica, sopra di che sono alcune settimane gli ne scrissi abbondantemente, e Dio sà quanto io lo bramo per informarmi principalmente a mio modo della sua Analise, e calcolo differentiale, dal quale guidato il Sigre Manfredi di Bologna c'hà mandato il frontispicio del libro che deve publicar De constructione Aequationum Differentialium Primi Gradus. Qui m'assicurano che sia già conchiuso il matrimonio fra Carlo Terzo e cotesta Principessa di Volfinbutel se ciò è vero io m'avvanzerei a supplicarla d'una distintissima gratia, che V. S. Illma mi potrebbe, quando volesse, compartire con ottenermi l'alta e potente protettione d'una tanta Regina, che mi potrebbe restituire alla vera mia quiete con grandmo sollievo della mia Casa, quando accadesse, come vivamente spero, che la Sicilia mio Paese cadesse sotto la suo obbedienza. V. S. Illma potrebbe essere un grandmo stromento e l'Autore d'un mio grandmo bene in questa congiuntura. La supplico percio subito avvisarmi se vuole degnarsi favorirmi sopra questo particolare, che io subito l'aprirò sinceramente il mio pensiero e divotamente riverendola mi resto

Di V. S. Illma Oblmo Divmo Sre vero M. A. Fardella