Series II Band 4 · No. 142.
MICHEL ANGELO FARDELLA AN LEIBNIZ
Venedig, 3. September 1706. [139.143.]
Illmo Sigre Sigre e Padrone Colemo
Il Sre Zianovelli m'hà consegnato l'humanissimo foglio di V. S. Illma in data 20 d'agosto,
che mi ha sommamente consolato, e rallegrato, essendomi arrivato in tempo, che molto mi
tormentava la Malinconia cagionatami d'un ostinato dolore di Fiancho il quale benché si sia
dissipato, mi ha lasciato non di meno cosi languido ed abbatuto, che per non mancare al mio
dovere, mi prendo hora l'ardire di rispondere a V. S. Illma coll'altrui charattere non havendo io
ancora forze di regere a mio modo la penna. Ho letto con mio grandissimo profitto, e contento
le delicate, e savie sue riflettioni, sopra la presente improvisa mutatione delle cosse d'Europa,
effetto della divina providenza per liberarla dall'intolerabile giogo che la minaciava V. S. Illma
che tanto vede m'intende abastanza, e piace«ndo» a Dio che potessimo nella nostra Italia
respirare l'aria di quella dolce, e semper tanto sopperata libertà, che si ricerca alla coltura, e
perfettione delle scienze; sperava che oggi si radunasse l'eccelmo Magistrato dei Sri Riformatori
dello studio di Padova per stabilire di mettere la parte della condotta del dottissimo Sr Herman
nell'Eccelmo Senato, ma l'urgenza degli affari publici in questi tempi pericolosi non l'han
permesso. Mi lusingo pero che ciò possa accadere nella ventura settimana, ed io sono attentissimo
per terminare quest'affare, che tanto mi preme, e che hora niuno lo può turbare, ed
alterare essendo già stabilito nell'Eccelmo Magistrato, non altro hora ricercandosi che la conferma
dell'Eccelmo Senato, il che si sarebbe gia ottenuto, se le presenti calamitose circonstanze,
non havessero obligato gli Eccel. Riformatori a differirlo coll'oggietto di dare poi il colpo piu
sicuro nel Senato. Intorno ai Semi de Celsi mori bianchi, io n'ho qui appresso di me una buona
quantità mandatami da Padova d'un mio Servitore che gli ha raccolto egli medesimo con tutta
diligenza dal frutto di quest'anno, pero egli ha mancato in questo, che n'ha raccolto meno d'una
libra, con dire che ci volevano delle molte piante, per raccorne una maggiore quantità, e perche
stimo che sia un meo sbaglio il dire che V. S. Illma ne voglia una libra mentre l'ha attesa la
dispositione che si ricerca a seminare separatamente questi minutissimi, e quasi invisibili semi,
una libra di questi bastarebbe hormai di cuoprire la superficie del ter[r]eno tutto, ed Europeo,
hor in che risate non cadrà quando gli scriverò che secondo gl'ordini di V. S. Illma n'hò bisogno
di 4 libre. Oltre di quel che m'ha mandato il mio servitore ne conservo un altro piccolo
scattolino, che riceve da Modona il nostro eruditissimo commune amico il Sre Ramacino, il
quale per gl'ordini colla dati n'ha aspetta degl'altri, e di varie sorti, essendo quel paese per una
particolare coltura feracissimo di queste piante. Il tutto nostro Professore Sre Valseniere m'haveva
ancora esso promesso mandarmene una gran quantità da Reggio di Modena ov'egli
presentemente si trova, ma essendo hora tutto quel paese infestato dagli esserciti stranieri, non
so che cossa possa sperare. E necessario perciò che V. S. Illma dia ordine ai Sr Zianovelli accio
riceva quel pocho seme che io ho, e glielo trasmetta con tutta diligenza che se poi ella ne vorrà
di piu, farò tutto aciò per l'anno venturo ne raccolga anche 4 libre secondo il suo desiderio, non
essendomi cossa in questo mondo che mi possa recare piu contento, ed honore, quanto il
vedermi impiegata in cosse di suo servitio, per un essercitio di quell'inalterabile, ed obligata
gratitudine che le professo. Coll'ordinario venturo a Dio piacendo le scriverò di proprio pugno,
sperando d'essermi rimesso nelle mie prime forze, molto ora pregiudicate dal dolore che
lungamente m'hà tormentato, et divotamente riverendola mi resto
Di V. S. Illma Oblmo Divmo Sre vero M. A. Fardella
Venetia 3 7bre 1706