Series II Band 3 · No. 8.
MICHEL ANGELO FARDELLA AN LEIBNIZ
Padua, 3. März 1695. [10.]
Illumo Sigre, mio Sigre, Padron Colendmo
Il Tempo, e la lontananza non saranno mai capaci di rendermi ingrato con scordarmi di quanto devo all'incomparabile bontà di V. S. Illuma, le di cui pretiose gratie viveranno sempre nel mio cuore. Il Signore Magliabechi m' hà consolato coll'avviso felice della sua ottima salute, e dell'eruditissime opere, che ella mette alle stampe, e mi scrive d' haverle mandata una mia Pagina, in cui si contiene l'ordine delle mie lettioni di questo anno, che devono essere da me dette in questa Università, ove hò insegnato la materia delle Comete, e per ordine de gl'Eccellmi nostri Riformatori presentemente raggiono in catedra del Terremoto con gran concorso d'Uditori, e ciò per sodisfare alla comune curiosità circa le particolarità osservate in questa orribile scossa, che fù qui intesa nel mese caduto. Sarei molto contento se tanto circa la natura delle Comete, quanto del Terremoto potessi sapere il suo dotto, e purgato sentimento, e principalmente vorrei sapere An Cometae sint potius Corpora sempiterna, quam temporanea, et *posito quod non sint Planetae ut arridet Domenico Cassini, sed potius corpora quaedam de novo procreata, an Sint Corpora semidiaphana ex Stellarum effluviis efformata, ut potius appellanda sint Spectra, et ludibria sensuum ex lumine reflexo atque refracto potissimum profluentia, quam substantiae verae, et reales. Quemadmodum etiam vellem a te scire, an in Centro Telluris vere ignis ardeat, qui centralis, ac perpetuus dici valeat*. Con altra occasione la supplicarò d'illuminarmi circa quello che concerne la natura del Corpo, e sua divisibilità, se si distingue dallo Spatio, se riceve il movimento da un altro, come anche intorno alla natura dell'Etere, e cimento che unisce insieme le parti nel Solido, ed in che principalmente consiste l'energia, e forza architettonica, che si racchiude nel Seme delle cose. Se mai potrò, ed haverò soldo che basta nelle vacanze dello Studio penso di mettermi in viaggio a cotesta volta per rivederla, e di presenza ringratiarla dei rilevanti beneficii, che ella m' hà fatto, come anche renderla capace delli forti motivi che m'indussero a fermarmi qui, e non portarmi costì secondo il concertato; l' hò comunicato con tutta secretezza a Monsieur Bouchet, il quale non sa disapprovare la mia condotta. Del resto mi creda che con il cuore sono sempre costì, ed il commodo onorevole che qui godo non hà già estinto i lumi che per tanto tempo mercé la Divina Misericordia vivono nella mia Mente, essendo costantemente l'istesso che prima. La priego perciò con tutto il cuore a continuarmi la sua protettione, e perdonarmi se le circostanze del tempo m'obligarono a rifiutare le sue gratie, come anche persuadersi che mai mi scordarò di quanto le sono obligato, inalterabilmente protestandomi
Di V. S. Illuma Umilmo, Obligmo, Affettmo Sre vero Michel Angelo Fardella
Padova 3 Marzo 1695