Series II Band 3 · No. 130.

MICHEL ANGELO FARDELLA AN LEIBNIZ

[Venedig, 19. Juli 1697.] [129.131.]

Italian

Illmo Sigre, Sigre, Padron Colmo

Il nostro gentilimo Sigre Zannovelli mi consegnò questa mattina una lettera di V. S. Illma col suo dottissimo Opuscolo che leggerò questa sera con mia somma sodisfattione per i peregrini e nobili pensieri, che contiene per l'accrescimento della Scienza naturale. Resto infinitamente addolorato nel leggere che il diploma trovato con tanti sudori non sia quello che desidera V. S. Illma. In ricevere la sua mi portai subito dal Sigre Conte Bertolli, lo riverii in suo nome, e gli lessi la lettera, egli m' hà risposto che dalle scritture publiche non hà trovato altro Enrico che quello di Sassonia, non havendo havuta mai notitia alcuna di questo Enrico Duca di Baviera che regnò l'anno 1100. Io viddi quanto si conteneva nel catastico del Monastero, e nell'indice di tutti quelli che l' havevano infeudato, e non hò trovato che questo Enrico dell'anno 1036. Perciò il Sigre Conte Bertolli molto s'affligge di non poterla servire, non trovando maniera di potere ottenere la notitia, che ella vorrebbe. Se vi fosse stato questo Enrico di Baviera certamente nell'archivio ed indice delle Carceri si trovarebbe, essendo un diploma molto importante e riguardevole e se la Donatione d'Enrico Duca di Sassonia fosse stata falsa, non sarebbe stata legalmente conosciuta per vera e legitima dalla Corte di Padova nel Secolo passato, come si vede nella copia che le mandai. Hò tanto zelo per cotesta Serenissima Casa, e talmente venero la maestà di cotesto potentissimo e saviissimo Principe, che volintieri impiegarei tutto il mio tempo, e la mia diligenza per trovare il diploma desiderato, ma hò perso la speranza, si come non hebbi la fortuna di trovare il piccolo dittionario della lingua Cumana fra le reliquie del Petrarca. Da canto mio hò fatto tutte le diligenze, né resta altro da fare al Sigre Conte Bertolli che divotamente la riverisce: l'istesso rincrescimento e dolore dimostra il Sigre Zannovelli il quale con sommo zelo e diligenza adopera tutte le sue forze per servire cotesto Seremo Principe, ma in questo Paese si vive in una tale ignoranza di quello che risguarda l'antichità, e l'eruditione, che gli affari più difficili sono quelli che appartengono alla ricerca di simili cose. Se V. S. Illma mi può dare qualche nuovo lume ed aprirmi la strada con qualche suo avvertimento mi scriva pure, che farò tutto per mostrarle quanto mi premono i suoi stimatissimi comandi. Circa il negotio del nostro comune Amico, attendo le sue risposte, acciò possa avvisarlo di quel che si deve fare, e si può sperare affine di prendere a tempo le sue misure. Io le lo raccomando con tutto il cuore, premendomi molto la sua quiete. M'ami, e si ricordi che inalterabilmente sono

Di V. S. Illma Umilmo, Obmo, Cordmo Sre vero Michel Angelo Fardella

Col seguente Ordinario le trasmetterò la mia seconda lettera sopra la corruttione ed abusi dell'arte di parlare. In quella settimana si principiarà a stampare la mia Opera.