Series II Band 3 · No. 128.
MICHEL ANGELO FARDELLA AN LEIBNIZ
Venedig, 5. Juli [1697]. [126.129.]
Illmo Sigre, Sigre, mio Padron Colmo
Non posso esprimere a V. S. Illma quanto viva obligato alla generosa bontà del Sigre Conte Bertolli Consultore di Stato il quale colla sua grande autorità, eruditione e diligenza m' hà finalmente ottenuta la copia dell'incluso diploma estratto dal suo vero originale che sta registrato nel catastico del Monastero delle carceri, scritto con caratteri gotici, e molto oscuri, per così dire deciferati dal migliore Scrittore che qui si trova. Io ne resto consolatissimo d' havere una volta sodisfatto il suo genio, e servito cotesto Serenissimo Principe doppo tanti impedimenti, ed una lunghissima ricerca che hà straccato il Sigre Mocenigo, ed il Sigre Zannovelli agente del Serenissimo di Zel; a quali non hò ancora confidato il felice successo del ritrovato privileggio, per non haverli veduti. Nei diplomi delle Carceri, non «v»'altro diploma che appartenga a Duchi di Sassonia, e sono certissimo che si[a] quello che si cerca. Domenica mattina io, il Sigre Conte Bertolli, l'Eccmo Procre Giustiniani si portassimo in San Marco e doppo essere saliti per una vecchia e laboriosa scala, trovassimo nella sommità del Tempio la camera dell'Abbate Gioachimo, in faccia alla quale vi era una piccola stanza, e perche non si trovavano le chiavi, si ruppero le porte, dentro vi trovassimo una grandissima quantità di scritture e diplomi appartenenti alla Serenma Republica, con un grandissimo Armario, ove si custodiscono i manuscritti del Petrarca, mi fù permesso di ricercarli tutti, ed havendoli attentamente essaminati non fù possibile trovare questo piccolo dittionario della lingua persico cumana. Questi manuscritti sono tutti laceri, e consumati dal tempo. Il Sigre Conte Bertolli stima che sieno stati rubbate le scritture più cospicue, ed insigni del Petrarca, e resta molto addolorato di non haverla potuto servire circa que«ll»o particolare, e mi creda che non è stato poco d'entrare in un luogo così geloso coll'autorità di copiare quel che c'abbisognava a modo nostro. Io hò fatto già tutte le diligenze, e mi dispiace che non si trovi questo manuscritto da essa tanto bramato, gradirà la mia buona volontà. Io farò tutto per trovare il soldo necessario di mettermi in viaggio e quando non potessi eseguire quanto hò già risolto, ne dia la colpa all'impotenza in cui mi trovo di fare un viaggio così dispendioso havendo già consumato quasi tutto il mio soldo in piantare casa in Padova. Del resto raccomando all'amore generoso di V. S. Illma il nostro comune amico acciò le possa trovare qualche nuova occasione d'accommodarsi con decoro e quiete, essendo egli risolto di eseguire quanto le scrisse, quando ella si degnarà colla sua autorità favorirle attendo con impatienza sue risposte, e pregandola dell'onore de' suoi stimatissimi comandi, inalterabilmente mi protesto
Di V. S. Illma Umilmo, Divmo, Obligmo Sre vero Michel Angelo Fardella
Venetia 5 Luglio