Series II Band 3 · No. 122.
MICHEL ANGELO FARDELLA AN LEIBNIZ
Venedig, 14. Juni [1697]. [118.123.]
Illmo Sigre, Sigre, Padron Colmo
Le premure del Sigre Mocenigo ed il desiderio che hò di servire V. S. Illma e cotesto gran Prencipe mi han fatto risolvere di non portarmi in Padova se prima non trovo il diploma del Convento delle carceri tanto sospirato. Doppo molte diligenze si è trovato nel libro della Secreta, ove stanno scritti i privileggii del Convento delle carceri l'incluso paragrafo in cui si fa mentione d'una concessione fatta al Monastero delle carceri dal Duca Enrico di Sassonia, che stimo sia quello m'accenna V. S. Illma. Sotto il paragr[af]o, vi trovarà alcune note del Sigre Conte Bertolli Consultore di Stato, col nome di due Marchesi d'Este. Questo Sigre fara tutte le diligenze per havere le bolle e diplomi da cui si sono cavate le notitie che si contengano nel libro della Secreta e nel caso che si trovarà come spero, le ne trasmetterò subito una copia.
In quanto al manuscritto del Petrarca, per le diligenze ultimamente fatte dal Sigre Conte Bertolli e l'Eccmo Procure Giulio Giustiniani si è trovato che i manuscritti del Petrarca non sono nella publica Biblioteca, come nella mia passata le scrissi, ma in Sacrae Aedis fastigio prope equos aeneos, come ella scrisse, ove v'è un piccolo ed angustissimo luoghetto vicino alla Cella dell'Abbate Gioachino. Il Sigre Procuratore darà quanto prima l'indice di tutti i manuscritti, ed hà la cura di farlo un Secretario, e da quello cavaremo la notitia di questo piccolo Dittionario della lingua Cumana e se vi sarà, assicuro V. S. Illma che l' haveremo ed io non mi partirò se prima non me n'assicuro, col solo oggetto di servire V. S. Illma a cui professo un'infinita obligatione. La priego rispondermi per sapermi regolare, e comandarmi con libertà prontissimo ad eseguire quanto da essa mi sarà imposto; e divotamente riverendola all'infretta mi resto
Di V. S. Illma Umilmo, Obgmo, Affettmo Michel Angelo Fardella
Venetia 14 Giugno
L'anno 1036 Enrico Duca di Sassonia donò alla Chiesa di S. Maria delle Carceri la bontea del Cavalille con tutte le decime, et altro, che lui godeva, con patto di tener una basa per raccoglier Hospiti, et Infermi, di fabricar un Monasterio, e di celebrar i divini officii.
Si deve notare, che fabricato il Monasterio fù quello consignato alli Canonici Portuanti come si prova da un Diploma di S. Bellino 1144 all' hora Vescovo di Padova, mà che prima era stato Arciprete delle Carceri, col qual Diploma concesse a quella Chiesa, et a quei sacerdoti regolari le decime di alcune Ville.
Si deve notare in 2do luoco, che detti Canonici a causa delle guerre abbandorno la Chiesa, e Monasterio, onde l'anno 1408 fù data in comenda al Cardle S. Angelo summo Ripa Camaldolense, quale lo rassegnò nelle mani di Gregorio XII Pontefice, e da questo fù unito perpetuamente con tutti suoi membri, reg«ione», dipendente, e pertinente alla religione de' Camaldolensi, che sino al tempo della suppressione fatta da Alessandro 8o l' hà goduto.
L'anno 1198 il Marchese Azon da Este rinoncio alcune decime nella Villa di Vigizzol, che passorno nel Monasterio delle Carceri.
Un altro Marchese Azo da Este 1235 infendò la medesima Chiesa delle Carceri di altre decime.