Series II Band 2 · No. 208.

MICHEL ANGELO FARDELLA AN LEIBNIZ

Padua, 4. Februar 1693. [196.233.]

Italian

Illumo Sigre, mio Sigre, Padron Colendmo

È molto tempo, che non ricevo lettere di V. S. Illuma, benché l' habbia scritto più volte, pregandola rispondermi per rasserenarmi l'animo, che vive molto turbato, quando non viene assicurato del suo ottimo stato, e della continuatione del di lei patrocinio con suoi pretiosissimi caratteri; mi consola però la viva speranza di ricevere quanto prima sue risposte, non dubitando punto del suo generoso amore, e stimatissima gratia. Questo Eccellmo Capitano fra tre mesi termina il suo reggimento, onde s'avvicina il tempo della mia partenza da me con impatienza per molti motivi sospirata, e quando sarà tutto ben disposto subito ne darò parte a V. S. Illuma, acciò possa con ogni cautela, e prudenza eseguire quanto hò promesso e risolto per restituirmi una volta a quella quiete, che tanto bramo. Spero che alcuni Cavalieri si risolveranno di mandare i loro figliuoli in Germania per erudirsi nell'Illustre Accademia di Volfembutel, sospesi d'animo fin hora, ed irresoluti, per la naturale antipatia, che hanno gl'Italiani di viaggiare, e collocare i loro figliuoli in Accademie lontane e principalmente in paesi protestanti, creduti ingiustamente da essi Asili dell'impietà, e libertinaggio. Nondimeno io farò quanto potrò per disingannarli, e torli da questo pernicioso, e mostruoso pregiuditio. Procurarò ancora in questo tempo mettere insieme tutto quel che potrò havere della Casa Estense, e tentarò ogni strada per cavare una copia del Diploma del Monastero delle Carceri, memore de' suoi pregiatissimi comandi, e bramosissimo di darle qualche saggio della mia riverente gratitudine. Con l'occasione delle feste baccanali celebrate con infinita pompa in questa Corte, hò contratta stretta amicitia con il Sigre Carlo della Musa, gentilhuomo nativo di Leone di Francia, uscito da quel regno per materia di Religione, il quale è stato sopraintendente, e capo in tutti li concerti musicali, che si sono qui fatti, con somma sodisfattione di questo Eccellmo Capitano. Egli possiede molti talenti, sona per eccellenza il Violino, il Flauto, ed il Flagioletto, sona e canta all'italiana, ed alla francese con la Violetta di gamba, o vero basso di Viola. È stato Maestro di dansa e lingua francese nel famoso Colleggio di Brescia per lo spatio di anni sei, con la quale occasione hà servito alla più cospicua Nobiltà di Venetia, e Lombardia che concorre a quell'Accademia regolata di Gesuiti molto sodisfatti del buon costume e nobile talento del Sigre Carlo peritissimo negl'istromenti ed arte di dansare, da esso qui esercitata nel nobile Colleggio de Padri Sommaschi, e chiamato in tutte le funtioni musicali con molto gradimento di questa Nobiltà. Porgo questa notitia a V. S. Illuma acciò se ve ne fosse bisogno, possa proporre questo degno Soggetto a Sua Altezza, parendomi molto a proposito per la cognitione che hà dello stile così italiano come francese nella dansa, suono, e canto per cotesta Corte ed Accademia di Volfembutel, ed essendo confidentissimo di questa Nobiltà, potrebbe facilitare i miei trattati per indurre a portarsi costì qualche Giovane Nobile italiano. Nel caso, che Sua Altezza inclinasse, sarebbe pensiero il mio persuaderlo ad abbandonare l'Italia, per la Germania, con cui hà molto genio per amore della Religione e della sincerità alemana, non ostante che in questa Paese viva con molta commodità, e guadagni soldi in abbondanza come V. S. Illuma si potrà da altra banda informare, essendo esso conosciuto abastanza in questo Stato, e da me finhora sperimentato per un Sigre d'onore che possiede il buono della Natione francese, ed italiana senza molto peccare d'incostanza, e simulatione. La priego consolarmi di qualche suo stimatissimo comando, protestandomi d'inalterabilmente essere

Di V. S. Illuma Umilmo, Obligmo, Divotmo Sre vero M. A. F.

Padova in Corte dell'Eccemo Capitano 4 Febraio 1693