Series II Band 2 · No. 177.
MICHEL ANGELO FARDELLA AN LEIBNIZ
Padua, 8. Oktober [1692]. [173.179.]
Illumo Sigre, mio Sigre, Padron Colendmo
Stimo, che già sia arrivato costì il Sigre Abbate Stefani, onde haverà V. S. Illuma ricevuto
un mio fagottino, come anche le lettere, che l' hò inviato per quattro ordinarii. Circa lo stato
delle mie cose non sò, che aggiongerle, essendomi abastanza spiegato, vivamente sperando, che
ella sia per approvare le mie risolutioni, come ragionevoli, ed oneste. Mi è capitato un libretto
della Teoria del moto astratto, e per quanto leggo nel suo frontispicio, mi accorgo, che è parto
del suo raro, e sublime ingegno, lo stò leggendo con attentione, e non dubito sia per cavarne
grandissimo profitto in tempo, che mi sono tutto immerso nelle speculationi fisiche, e dove non
intenderò, la supplicarò d'illuminarmi proponendole con il dovuto rispetto sinceramente i miei
dubii. Da Venetia un mio Amico mi hà mandato il Sistema filosofico del Regis in lingua
fra[n]cese, in cui vi trovo bellissime cose, però non ne resto interamente sodisfatto, né trovo
così lucida, e netta la sua definitione del moto, come esso se l'immagina. Mi tengono qui così
occupato questi Nobili che non posso seriamente applicarmi allo studio dell'Analisi per cui si
ricerca grandissima ritiratezza, e mi creda, che ancora non hò potuto riflettere sopra quello, che
V. S. Illuma dottamente mi scrisse circa il calcolo, e l'equationi dell'Algebra; quando haverò un
poco d'otio, mi applicarò a meditare, e mi apparecchiarò per formare lo scritto da dettare, a Dio
piacendo, nell'Illustre Accademia di Wolfebutel. La priego scrivermi qualche cosa circa la
natura, origine, e propagatione del moto.
Di V. S. Illuma Obligmo Devmo Sre vero Fardella
Padova 8 ottobre
All'Illumo Sigre, mio Sigre, Padron Colemo Il Sigre Leibniz Consigliere di Sua Altezza. Hannover