Series II Band 2 · No. 155.
MICHEL ANGELO FARDELLA AN LEIBNIZ
Padua, 23. Juni [1692]. [149.159.]
Illumo Sigre, mio Sigre, Padron Colendmo
Sono due settimane, che mi trovo con Sua Eccellenza alla visita della Provincia, il che fù caggione che non le scrivessi con l'Ordinario passato; arrivato però oggi in Padova, la prima cosa, che fò, è inchinare con questa V. S. Illuma, assicurandola della mia ferma risolutione di portarmi costì secondo il concertato. Io già mi sarei partito, se l'Eccellmo Sigre Capitano non mi havesse ancora con violenza trattenuto, pregandomi di non abbandonarlo, finche si proveda d'altro Soggetto a proposito per dare l'ultima mano all'istruttione del suo Primogenito. Questa mattina hò di nuovo supplicato Il Sigre Marsilio Pappafava, acciò da mia parte pregasse Sua Eccellenza di lasciarmi andare, con pretesto di dovermi portare in Roma per alcuni miei rilevanti affari. L'Inferno adopera tutte le sue forze per tenermi alla catena dell'errore in Italia, e quando, a Dio piacendo, sarò qui, le raccontarò le difficoltà grandissime, che incontro per separarmi da questo Paese, ove le lusinghe, e preghiere degl'amici, l'amorevoli insidie e larghe promesse di questi Senatori cospirano insieme per tenermi lontano da cotesto Cielo, da me sospirato per mettermi nella vera libertà evangelica, e liberarmi per sempre da questa orribile superstitione, in cui qui viviamo. Se la prima lettera di V. S. Illuma mi fosse capitata in Venetia, prima di portarmi in questo reggimento con Sua Eccellenza, a questa hora sarei infallibilmente costì, ma l'essermi impegnato a servire questo Sigre Capitano in tutto il tempo del suo governo qui, è l'unico motivo della mia tardanza. Io farò tutto per partirmi con sodisfattione di Sa Ea, però quando esso andasse tirando le cose in lungo, e con affettuoso inganno valesse distormi dal mio viaggio, allora io scordato di tutte l' humane convenienze preferirò ad ogni mondano interesse quello di Dio e della mia salute. Priego fratanto V. S. Illuma patientare ancora, e compatirmi se uso molta cautela nel presente affare, essendo il mio scopo di partirmi con il minore strepito, che si può. Domani, a Dio piacendo, mi portarò dal Sigre Marchese del Pozzo, che mi hà promesso fare ogni diligenza in Verona per le notitie, che essa brama, e sentirò da Venetia quanto prima qualche cosa circa il diploma delle Carceri. Farò capitare nelle mani del Sigre Mendelino un Fulvio Testi, e due Gallerie del Marino. Mi comandi con libertà, e pregandole dal Cielo ogni prosperità mi resto
Di V. S. Illuma Umilmo, Obligmo Sre vero M. A. F.
Padova 23 Giugno