Series II Band 2 · No. 135.

MICHEL ANGELO FARDELLA AN LEIBNIZ

Padua, 10. Januar 1692. [124.138.]

Italian

Illumo Sigre, mio Sigre, Padron Colendmo

La gentilissima lettera di V. S. Illuma mi capitò alcuni giorni sono, mentre assistevo qui in Padova all'Eccellmo Sigre Almorò Delfino nel suo pubblico ingresso di Capitano, e quanto mi consolò coll'inaspettato avviso delle gratie generosissime di cotesto Serenissimo Principe, altretanto mi afflisse, e per haverlo ricevuto tardi, e per trovarmi in una freddissima stagione che non mi permette, attesa la mia imbecille complessione, di mettermi in viaggio subito come vorrei, e doverei. Nondimeno se l'avviso mi fosse capitato quando ero in Venetia mi sarei forse messo senza dimora alcuna in viaggio senza portarmi in Padova, ove è necessario, che operi con molta destrezza, e flemma per ottenere la licenza da questo mio Cavaliere, che oltre l'amore generoso, che mi porta, hà sommo bisogno di me in questo suo reggimento, e per gl'affari dello Stato, e per l'istruttione del suo unico figliuolo Leonardo Delfino. Accetto dunque in primo luogo i favori di V. S. Illuma, che vuole con sì nobile e generosa offerta nell'istesso tempo tranquillarmi la coscienza agitata da infiniti scrupoli, e darmi una maniera di vivere molto quieta e commoda per il corpo, in una accademia così rinomata, ed illustre, protetta, e stabilita da un Principe sì grande. Io non sò come ringratiarla né meno sono capace d'esprimerle abastanza la consolatione che ne sento, e l'obligatione che ne hò contratta. Ella mi obliga in una forma, che sono costretto confessare non havere finhora incontrato un Amico più benefico, affettuoso, e generoso verso di me di V. S. Illuma, che con tanta carità cristiana veglia alla salute dell'Anima mia, e pensa con tanta premura al mio bene. Risolvo dunque di venire costì col pretiosissimo carattere di suo cordialissimo amico, e di fedelissimo Servitore di Sua Altezza Serenissima, e mi partirò quando ella me lo prescriverà, pure che il tempo si raddolcisca alquanto, e che possa con le maniere più proprie licentiarmi da questo Cavaliere, acciò quanto opero tutto riesca con quiete, e comune sodisfattione dell'una e l'altra parte, rimettendomi però sempre al suo prudentissimo parere con ferma risolutione di non allontanarmi punto dalli suoi sentimenti, né dubiti punto della mia costanza e puntualità trattandosi principalmente della salute eterna, che ad ogn'altro bene di questo Mondo preferisco, tanto più che l'impiego è quanto onorevole, altretanto di mio genio, adattato interamente al mio piccolo talento. Circa la Religione, sono già molti anni, che vivo nel sentimento della Chiesa Riformata, e Dio sà quanto tempo hò sospirato la felice occasione che adesso mi si presenta, né hò difficoltà veruna di professare la Religione protestante nella maniera, che costì si professa secondo la confessione Augustana, solamente hò qualche scrupolo intorno alla presenza carnale di Cristo nell'Eucharistia, credendola, come i Riformati, puramente spirituale, perciò ne dimando il suo consiglio, acciò possa una volta per sempre mettere la mia coscienza in riposo. Circa l'opinioni così filosofiche, come teologiche nulla mai insegnarò, che sia contrario alle fondamenta della Religione cristiana, ed in quanto alla prescienza, e propagatione dell'Anima scriverò nella maniera, che mi sarà da lei prescritta, mentre che il mio maggiore onore, e profitto sarà l'essere suo ubbidientissimo Scolare, sicuro che colla guida prima della Raggione e d'un gran Maestro come essa, operarò sempre bene nei termini dell'onesto. In me trovarà talento debole per le lettere, ma un Animo forte in quel che riguarda l'amore della verità ed il zelo della vera Religione.

Includo qui due titoli del mio secondo tometto filosofico, e matematico, però sospendo la stampa, e scrivo adesso in Venetia che non sì passi avanti, acciò il denaro che si doveva consumare in Stamperia, possa servirmi per il viaggio, e per vestirmi havendo per l'altri due tometti già pubblicati speso più di 300 ducati. Io qui mi trovo meco al mio servitio un Giovane Lombardo d'anni 26 in circa, che da molti anni in qua vive nelli sentimenti della Religione riformata, dotato di infinita modestia, e fedeltà, di gran talento per l'Aritmetica, e calcolo analitico, come anche molto abile nell'arte di Credentiere, Bottigliere, e nel fare trionfi di banchetti secondo il costume d'Italia, ed infatti hà l'ingegno nelle mani, facendo tutto quel che vede, onde ne viene molto amato e stimato da tutta questa Eccellma Casa. Sono anni 8 che mi serve e non vorrei abbandonarlo, se ancora esso si potesse applicare nell'Accademia a servire me e cotesti Nobili[,] ne sarei contentissimo, e lo menerei meco. Giacché V. S. Illuma hà fatto tanto finhora per me, la priego assistarmi ancora in questa altra cosa che sarebbe l'unico mio contento. Attendo la sua risposta che mi sarà trasmessa qui dal Sigre Mendelin a cui hò già scritto. Mi ami e mi comandi con libertà

Affettmo Obligmo M. F.

Padova 10. Gennaio 1692.

La priego avvisarmi, se prima di mettermi in viaggio debbia con una mia lettera inchinare, e ringratiare Sua Altezza come anche cotesto Gentilhuomo ed illustre letterato che hà la principale cura dell'Accademia. Comme anche è necessario sapere se devo adirittura portarmi ad Hannover o vero al luogo dell'Accademia. Vorrei sapere in che forma dovrò vestirmi per farmi vedere costì con decoro e modestia.

Circa d' havere Giovani nobili italiani, non posso adesso parlarne per non pregiudicare la mia sicurezza, quando sarò costì ne parlaremo e farò quanto poterò per servirla.

Hò scritto in Venetia acciò con tutta diligenza si procuri la copia del Diploma promettendo del denaro per ottenerla con più facilità. Qui alcuni han creduto che la ricerca di questo Diploma fosse per produrre qualche pretesa giurisdittione Wir drucken die wohl von Leibniz unterstrichenen Texte gesperrt. sopra i beni del Monasterio delle Carceri, però io l' hò disingannato quanto hò potuto, scuoprendoli il nostro vero fine. La priego scrivermi sopra di ciò l'anno che dal Duca Henrico fù fatta la donatione, non havendo potuto più trovare la sua lettera, essendo rimasta la copia in mano del Marchese Montecuccoli, che ancora si trova in Vienna.

Circa l'altre carte che V. S. Illuma desidera doppo havere fatto tutte le diligenze possibili, e veduto quanto vi è di più antico e recondito in queste Librarie di Particolari, hò trovato le seguenti notitie appartenenti alla Nobilima Famiglia Estense[:]

Albertini Mussati Paduani Poetae, Historiographi, et Tragoedi De Gestis Henrici septimi Caesaris. Questo è un manuscritto molto antico in foglio diviso in varii libri in cui diffusamente si discorre degl'Estensi in quanto, che appartengono all'Istoria di Padova. Si conserva nella libreria del dotto, ed erudito Cavaliere Il Sigre Marsilio Pappafava, e presentemente lo tengo appresso di me per cavare il migliore, e farlo copiare in caso, che essa me lo comandarà.

Un altro Manuscritto in foglio d'un antico Scrittore Padovano, il di cui titolo sì è, Incipit liber omnium regiminum Civitatis Paduae et aliquarum nobilium Familiarum. In questo si fà mentione distintissima in diversi luoghi degl'Estensi, havendolo già quasi tutto percorso e notato le cose più riguardevoli.

Un altro Manuscritto in foglio il di cui titolo, Incipit liber de Generatione aliquorum Civium Urbis Paduae tum nobilium quam ignobilium, in questo si fà in varii luoghi mentione della casa Estense, e lo sto attualmente leggendo.

Un altro Manuscritto in foglio, il cui titolo, Incipit Cronica de novitatibus Paduae et Lonbardorum factis per Dominum Guglielmum de Cortosiis, in cui bellissime cose si cavano per la Casa d'Este, è nelle mie mani e se bisognerà se ne farà una copia.

Aspetto oggi altri Manuscritti e principalmente un Manuscritto di Monsignore Vergerio, che fù Vescovo di Capo d'Istria famoso nel secolo passato nelle controversie della Religione, in cui si tratta delle famiglie di Padova e principalmente dell'Estense, per quanto mi riferisce il Sigre Marsilio Pappafava, il quale questa mattina mi hà mandato i seguenti libri per meglio intendere l'origine e fatti illustri degl'Estensi.

Bernardini Scardeonii Canonici Patavini. De Antiquitate Urbis Patavii. Basileae, 1560, in folio.

Della Felicità di Padova d'Angelo Portenari Agostiniano. in folio 1623.

Albertini Mussati Historia Augusta. in folio. 1636.

Historia de Principi d'Este. Di Gio. Baptista Pigna. A donno Alphonso Secondo Duca di Ferrara. In Ferrara 1570.

Dell'Origine et de fatti delle famiglie illustri d'Italia di M. Francesco Sansovino. Venetia in folio. 1582.

Historia Trivigiana di Giovanni Bonifacio. in Trevigi, in 4, 1591.

Historia di Giorgio Piloni Dottore Bellunese. in Venetia 1607. in 4o.

Historie Ferraresi di Guasparo Sardi in Ferrara 1556.

L'Origini di Padova di Lorenzo Pignoria. in Padova in 4. 1625.

Idea d'un Eroe e Prencipe Cristiano in Francesco Primo d'Este. Modena in folio 1659.

Il Manuscritto dell'Ongarello citato dall'Orsati spero quanto prima trovarlo.

Attendo l'ordini di V. S. Illuma per sapere quel che hò da fare per pienamente servirla.