Series II Band 2 · No. 109.

MICHEL ANGELO FARDELLA AN LEIBNIZ

Venedig, 27. April [1691]. [107.110.]

Italian

Illumo Sigre, mio sigre, sigre colendmo

Non saprei mai colla penna abastanza esprimere, quanto devo alla generosa bontà di V. S. Illuma, che mi ama con tanta sincerità, e mi favorisce con tanta cortesia. Mi consola infinitamente la viva speranza, che essa mi dà di potere un giorno godere quella quiete, che tanto sospiro, mettendo in esecutione quanto fin hora è stato da me maturamente deliberato. Quanto viverei contento, se havessi la fortuna di goderla, e riverirla da vicino, con tutta quella libertà, che desidero, per adesso la ringratio col cuore, e priego Dio mi conceda favorevole la congiuntura di farle conoscere la mia gratitudine, e la memoria, che tengo de' suoi pretiosissimi favori.

Circa il diploma, il Sigre Marchese Felice Montecuccoli s'è impegnato di favorirmi, come nella mia passata le scrissi, e domenica mi portarò in Morano per conferire con quell'Abbate quanto essa mi accenna intorno all'errore di confondere un Henrico con l'altro, e trovo le sue raggioni convincenti e veramente giuditiose. Hò finalmente trovato il Sigre Erbetz il quale mi hà pregato di fare le scuse con V. S. Illuma non havendo risposto all'ultima sua per ragione, che questi Senatori l' han tenuto sempre sospeso senza mai venire a nessuna deliberatione, non havendo quelli mai spiegato distintamente la loro intentione, perciò l'assicura, che subito ricevuti gl'ordini, le scriverà con ogni particolarità sopra questo affare delle miniere; mi hà imposto perciò di riverirla in suo nome, e mi hà comunicato, che in Morano vi sia un Artefice, il quale hà il secreto di gettare il cristallo, come si fà del bronzo, o altro metallo rendendolo più flessibile, e meno tenace, con fabricare specchi di smisurata grandezza, promettendomi di fare tutto per scuoprirne l'artificio, affine che V. S. Illuma ne fosse poi pienamente informata. Farò ogni diligenza per sapere quanto vi è di più raro, e curioso così in Morano, come nell'Arsenale, e ne sarà quanto prima distintamente informata. Hò qui qualche volta l'onore dell'erudita, ed amena conversatione del Sigre Conte Douglas scozzese, e del Sigre Cuningam adoratori della sua incomparabile virtù, i quali con tutta la divotione possibile la riveriscono, essi parlano di V. S. Illuma come del primo letterato d'Europa e godono sommamente della buona fortuna, che hò io della sua buona amicitia. Aspetto con impatienza il suo parere circa la propagatione dell'Anima nostra, come anche la priego accennarmi qualche cosa del suo intorno alla costruttione dell'Equationi, e del calcolo per l'Analisi, come anche vorrei sapere il suo sentimento circa l'origine delle nostre Idee, e la natura dello Spatio. Nella settimana vegnente consegnarò al Sigre Mendelino i miei due primi tometti già perfettionati, travagliando fra tanto a stampare gl'altri due. Sono tanto occupato in queste mie lettioni che appena hò tempo di rispondere agl'amici. La supplico volersi ricordare di me, essendo appoggiate tutte nel suo efficace e cortese patrocinio le speranze della mia quiete. L' hò già abastanza significato i miei pensieri, e mi rimetto tutto nella sua savia, e prudente direttione, restandomi

Di V. S. Illuma Umilmo, Affettmo, Obligmo Sre

Venetia 27 Aprile. Michel Angelo Fardella