Series II Band 2 · No. 170.

MICHEL ANGELO FARDELLA AN LEIBNIZ

Padua, 18. September [1692]. [169.171.]

Italian

Illumo Sigre, mio Sigre, Padron Colendmo

Mi capita la benignissima di V. S. Illuma con un postscritto da Volfembutel, la quale mi sveglia nel cuore una eccessiva allegrezza per sentire buone nuove della sua salute, a me sommamente cara, e per le cortesi, e generose espressioni, con cui essa mi assicura del suo pretiosissimo amore, ed ottima volontà di stabilire la mia quiete. Erano più di tre mesi, che non ricevevo sue lettere, essendosi smarrite alcune da ella accennatemi. Io per l'avvenire mi servirò qui d'un Mercante mio amico, confidentissimo delli Sigri Hopfer, e Bacmeister in Venetia, per il di cui mezo spero, che capitaranno sicure, e presto le nostre lettere; Coll'ordinario passato prima di ricevere la sua le scrissi per due strade, havendo consegnata una mia al Sigre Mendelino, e l'altro agl'accennati Mercanti, l'istesso faccio oggi affine che non si interrompa per l'avenire il nostro comercio.

Come l'accennai nelle mie passate, mi ero risoluto partirmi in questo mese, sotto pretesto di portarmi alla villegiatura, non havendo potuto ancora ottenere una piena ed assoluta licenza da questo mio Eccellmo Capitano, però ne sono stato dissuaso da un mio strettissimo Amico, adducendomi, che terminando questo reggimento quando terminarà l'inverno nel vegnente mese di aprile, haverei potuto con comune sodisfattione mettermi in viaggio nel principio della ventura primavera, ed in questa maniera senza immergermi ad un tratto nelli rigori dell'inverno germanico, e pregiudicare il mio onore, potevo sciogliermi da ogni impegno, e mettermi in libertà, senza espormi ed incontrare con la nota d'ingrato, e legiero, qualche gravissimo pericolo, tanto più, che qui non è ben intesa la mia partenza, essendo il disegno di questi Senatori stabilirmi in questa Università. Io mi sono appigliato a questo consiglio perche mi pare prudente, e salutare, e perche mi persuado, che V. S. Illuma sia per approvarlo; e giacché si è patientato finhora, la priego concedermi questa altra dilatione, ed in questo tempo adoperarò tutte le mie forze affine di persuadere alcuni Cavalieri miei amici in questo stato di mandare i loro figliuoli a studiare in cotesta Illustre Ac[c]ademia, di cui ella me ne fà un sì nobile ritratto, né dubiti in ciò della mia diligenza, molto premendomi di potere fare cosa grata al Serenimo Sigre Duca, tanto più che havevo già dato principio ad operare come l'accennai nella mia passata, godendo infinitamente, che il Clima sia così sano, adattato alla complessione di tanti illustri Cavalieri. Procurarò ancora di portare costì qualche bella notitia delle cose naturali, e principalmente per le Vitriere, ed Agricoltura.

Hò incominciato a riflettere sopra quello, che essa acutamente mi scrive del calcolo ed equationi analitiche, e se hora havessi tempo le ne direi qualche cosa, però oggi mi trovo così occupato, che sono necessitato terminare la lettera, e mi riserbo di parteciparla delle mie riflessioni così matematiche, come filosofiche con l'Ordinario vegnente. La supplico della continuatione del suo patrocinio, assicurandola che con la più viva e sensibile passione dell'animo sarò

Di V. S. Illuma Obligmo, Cordiamo, Affettmo Sre vero Michel Angelo Fardella

Padova 18 Settembre

All'Illumo Sigre, mio Sigre, Padron Colendmo il Sigre Leibniz Consigliere di Sua Altezza Elettorale. Hannover